When Mother’sDay becomes more of a personal turmoil that makes you grow out of difficulty

E ancora una volta il mio feed di Facebook si intasa di status relativi alla festa della mamma, leggo di come le mie coetanee trentenni apprezzino il sostegno e la comprensione delle loro madri, di come non saprebbero fare a meno di loro…

Quest’anno per la prima volta voglio anche io scrivere qualcosa in quest’occasione speciale… Non che possa scrivere come tutte le donne della mia generazione di quanto mia madre sia un appoggio cruciale e una forza della natura o che non so davvero come farei senza di lei… No, a noi non è toccato in sorte questo tipo di rapporto: piuttosto sono io quella decisa che sa sempre come prendere in mano la mia vita, mentre lei di solito ascolta ispirata ed entusiasta; di rado la chiamo spontaneamente, piuttosto le telefono prima che mi faccia il terzo grado perché non ha mie notizie, perché lei ha bisogno di sentire la mia voce e non viceversa o reciprocamente; sono io che le do consigli e la scuoto un po’ quando entra nel suo letargo emotivo… Non che gliene faccia una colpa, ma se ho un problema personale invece, trovo il sostegno pratico o umano di cui ho bisogno in altre persone, come lo trovavo in sua sorella, la zia che ho perso quasi due anni fa ma che sentivo più come una madre che mia madre stessa… 
Però anche la mia mamma ha dato qualcosa a me, cose diverse dalle altre madri immagino: una seconda nazionalità con tutto quello che comporta essere francesi (chauvinisti e che ci si lamenta sempre fino ad ottenere il meglio per se stessi); mi ha sempre detto quanto sono bella e intelligente, così tante volte che ci credo davvero tutt’oggi, anche quando insicura lo diceva anche per sentirsi fiera che fosse sangue suo, perché lei non pensa affatto lo stessa cosa di se stessa; la sensibilità di acquisire mano a mano la compassione, partendo da quella nei suoi confronti per tutte le cose che non è riuscita a darmi, imparando da sola piano piano che ha comunque fatto del suo meglio e che da qui in poi posso continuare da sola… 
Non ho neanche una foto da sola insieme a lei da pubblicare qui su Facebook, perché non ci saranno mai momenti da immortalare tipo uno scambio di vestiti, un piccolo viaggio, dello shopping insieme, un pomeriggio a prendere il tè, oltretutto odia essere fotografata… Ma posso prendere quello che c’è di meglio da questa relazione, invece di continuare a rimpiangere tutto quello che non è stato, e posso sfruttare al meglio la seconda occasione che mi è stata data il 1 Maggio di 3 anni fa con l’arrivo di mia figlia per colmare tutto ciò dell’idea di un rapporto madre-figlia che non posso soddisfare dall’alto. 
Buona festa delle mamme a tutte quante dunque, a me, a lei, a mia figlia per la madre che sarà se vorrà avere dei figli di scelta sua, a quelle che ignorano di essere eroine della quotidianità e anche per tutte quelle che sanno di essere un po’ meno capaci o portate o all’altezza di questo ruolo così impegnativo.

The last time (author unknow)

The last time (author unknow)

 

From the moment you hold your baby in your arms,

You will never be the same.

You might long for the person you were before,

When you had freedom and time,

And nothing in particular to worry about.

You will know tiredness like you never knew it before,

And days will run into days that are exactly the same,

Full of feeding and burping,

Whining and fighting,

Naps, or lack of naps. It might seem like a never-ending cycle.

But don’t forget…

There is a last time for everything.

 

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Vintage Morleys of Brixton bag

 

Who has not bought a new kitchen appliance, some toys for a birthday present or clothes here? In 10 years I bought my wedding shoes and my favorite Bertie boots, some nice linen, a vase, new induction frying pans, thank you cards and one of Mo Williams The Pigeon children books! So glad Morleys survives…